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Atlante dei luoghi scuola-droni.info

Scheda 11 di 12

Nei centri storici e sui monumenti

Semaforo del luogo

  • Via libera
  • Con condizioni
  • Non in Open

Con condizioni. Il volo è un problema urbano come un altro; la vera differenza è che qui anche l'uso delle immagini può richiedere un'autorizzazione.

Sintesi del caso ricorrente, non un permesso.

Veduta aerea di un borgo storico italiano con tetti in coppi, cupola, campanile e mura medievali
Veduta dall'alto

Un centro storico pone tre domande che arrivano da tre uffici diversi: si può volare lì, il Comune ha detto qualcosa, e che cosa si può fare delle immagini. Le prime due riguardano il volo, la terza riguarda ciò che accade dopo, ed è quella che sorprende chi arriva da un uso puramente amatoriale.

Che luogo è

Nuclei antichi, borghi murati, piazze monumentali, complessi religiosi, aree archeologiche, castelli, ville storiche e i loro parchi. Sono luoghi con una doppia natura: dal punto di vista aeronautico sono area residenziale come qualunque altro quartiere; dal punto di vista amministrativo sono beni tutelati con un ente che li ha in consegna.

Le vie strette, i vicoli e le corti che li caratterizzano hanno anche una conseguenza pratica: sono ambienti in cui il contatto visivo si perde in pochi metri e il segnale di controllo si degrada rapidamente.

Perché il semaforo è giallo

Perché il primo livello, quello del volo, si risolve con le stesse verifiche dell'ambiente urbano: la sottocategoria del drone, il colore sulla mappa, la distanza dalle persone. Sopra i nuclei antichi le quote ridotte sono frequenti, e nei centri delle grandi città le aree rosse non sono rare.

Il secondo livello è quello delle ordinanze comunali e delle disposizioni di pubblica sicurezza, che in molte città d'arte vietano espressamente il sorvolo del centro storico o di determinate piazze. Non compaiono su nessuna mappa aeronautica e vanno cercate sul sito dell'amministrazione.

Il terzo livello cambia materia. Il Codice dei beni culturali e del paesaggio disciplina la tutela del patrimonio, e per chi vola con il drone ha due implicazioni: l'attività svolta dentro aree archeologiche, musei e complessi monumentali richiede l'accordo dell'istituto che li ha in consegna, e la riproduzione delle immagini per finalità diverse dall'uso personale o di studio può essere soggetta ad autorizzazione e a canoni stabiliti dall'ente competente.

Le verifiche prima di partire

La mappa e la sottocategoria. Come in città, nell'ordine di sempre.

L'ordinanza comunale. Le parole da cercare sono sorvolo, aeromodelli, apparecchi a pilotaggio remoto, centro storico, aree monumentali.

Chi ha in consegna il bene. Se il volo interessa l'interno di un complesso monumentale o le sue pertinenze, l'interlocutore è l'istituto che lo gestisce; per i vincoli paesaggistici e i complessi di rilievo, la Soprintendenza territorialmente competente.

La destinazione delle immagini. È la verifica che si fa prima e non dopo, perché le condizioni di riproduzione dipendono dall'uso che ne farai.

Errori tipici

Fermarsi alla mappa. È il difetto strutturale di questa scheda: il colore bianco dice qualcosa sulla sicurezza aerea, niente sulla tutela e niente sulle ordinanze.

Confondere il volo con l'uso delle immagini. Sono due autorizzazioni distinte, rilasciate da soggetti diversi, e una non implica l'altra.

Decollare in una piazza affollata. I flussi turistici rendono impraticabile qualunque distanza dalle persone non coinvolte, e il decollo attira spettatori nel giro di secondi.

Ignorare il vento fra i palazzi. La turbolenza sottovento a un edificio si estende per diverse volte la sua altezza e contiene componenti discendenti forti. Fra due palazzi il flusso accelera. È un ambiente meccanicamente ostile, non solo giuridicamente complicato.

Dimenticare le persone riprese. In un centro storico l'inquadratura contiene quasi sempre persone identificabili: il piano della protezione dei dati è trattato in la guida su drone e privacy.

Quando la Open non basta

Il volo sopra le vie di un centro storico durante l'orario di apertura delle attività è, nella pratica, incompatibile con le distanze della categoria Open per qualunque drone che non sia in A1. Le riprese professionali di monumenti si organizzano con la categoria Specific e con l'area a terra gestita, oppure in fasce orarie in cui il centro è vuoto e con l'accordo dell'amministrazione.

Il percorso completo, dal livello aeronautico a quello della tutela, è descritto in ordinanze e permessi sui beni culturali. Il quadro normativo aeronautico di riferimento è raccolto nella pagina ENAC dedicata alla normativa droni. Questa scheda fornisce informazione generale e non costituisce consulenza legale.

Domande ricorrenti

Serve un permesso della Soprintendenza per volare su un monumento?

Dipende da che cosa fai. Il volo in sé è disciplinato dalle regole aeronautiche e dalle eventuali ordinanze comunali. La Soprintendenza e l'istituto che ha in consegna il bene entrano in gioco su due fronti diversi: l'attività svolta all'interno di aree archeologiche, musei e complessi monumentali e loro pertinenze, che richiede l'accordo di chi li gestisce, e la riproduzione delle immagini per finalità diverse dall'uso personale o di studio, che può essere soggetta ad autorizzazione e a canoni.

Posso pubblicare un video di un monumento girato con il drone?

Se il volo era regolare, la pubblicazione per uso personale è una cosa; l'uso commerciale delle immagini di un bene culturale è un'altra. Il Codice dei beni culturali e del paesaggio prevede che la riproduzione per finalità diverse dall'uso personale o di studio possa essere subordinata ad autorizzazione, con condizioni che variano per bene e per ente. È il punto che genera più confusione, perché riguarda l'uso successivo delle riprese e non il volo.

Nei centri storici basta guardare d-flight?

No, ed è l'errore più comune di questa scheda. La mappa riporta le zone geografiche UAS di rilevanza aeronautica; le ordinanze comunali che vietano il sorvolo del centro storico o delle piazze monumentali non compaiono lì. Molte città d'arte ne hanno una, spesso motivata da ragioni di sicurezza e di tutela, e va cercata sul sito del Comune o della polizia locale.