Scheda 7 di 12
Vicino a un aeroporto
Semaforo del luogo
- Via libera
- Con condizioni
- Non in Open
Non in Open. Nelle aree di sicurezza aeroportuale in categoria Open non si vola: la distanza in metri non esiste, esiste la forma disegnata sulla mappa.
Sintesi del caso ricorrente, non un permesso.
Non esiste una distanza minima dall'aeroporto valida ovunque. Esiste una forma, disegnata sulla mappa delle zone geografiche, e quella forma dipende dall'orientamento delle piste e dalle procedure di volo. Chi cerca un numero in metri sta cercando una risposta che la normativa non dà.
Che luogo è
La scheda copre le vicinanze di aeroporti civili e militari, aviosuperfici, eliporti ed elisuperfici, comprese quelle ospedaliere. È il luogo dell'atlante in cui il rischio non riguarda le persone a terra ma gli altri aeromobili, e in cui le conseguenze di un errore sono di ordine diverso da tutte le altre schede.
Vale la pena ricordare che le aviosuperfici sono molte più degli aeroporti, spesso poco riconoscibili dall'esterno: una striscia d'erba fra i campi, un hangar basso, un manicotto a vento. Chi guarda solo lo scalo principale sulla carta ne ignora la maggior parte.
Perché il semaforo è rosso
Perché nella situazione tipica il colore che troverai sulla mappa è rosso, e il rosso significa che in categoria Open non si vola. Le aree di sicurezza aeroportuale sono zone geografiche istituite proprio per proteggere gli spazi in cui gli aeromobili con equipaggio si trovano a bassa quota, e le operazioni in quelle aree richiedono la categoria specifica.
Sopra e attorno all'area di sicurezza c'è poi la struttura dello spazio aereo: le ATZ, cioè le zone di traffico degli aeroporti, e le CTR, le zone di controllo che li circondano su un'estensione maggiore. A queste si aggiungono le aree P, R e D - proibite, regolamentate e pericolose - che compaiono su tutto il territorio nazionale e non solo vicino agli scali. Come queste sigle diventino un colore sulla mappa è spiegato in classi di spazio aereo, CTR, ATZ e aree P, R, D.
Le verifiche prima di partire
Il colore, non la distanza. La verifica si fa aprendo la mappa sul punto di decollo e sull'area di volo. Qualunque ragionamento del tipo "sono a cinque chilometri, quindi posso" è privo di fondamento: cinque chilometri lungo l'asse di una pista sono una posizione ben peggiore di due chilometri lateralmente.
Il tipo di infrastruttura. Cerca sulla carta anche aviosuperfici ed eliporti, non solo l'aeroporto principale.
Le restrizioni temporanee. Esercitazioni, voli di Stato, eventi possono generare limitazioni valide per poche ore. Sono pubblicate attraverso avvisi agli aeronaviganti e compaiono sulla mappa come zone a tempo: la verifica va fatta il giorno del volo.
La deroga per gli ostacoli. Se il tuo scopo è ispezionare una struttura alta, la finestra esiste ma è stretta: dieci metri lateralmente e tre metri sopra l'ostacolo, ad almeno cinquecento metri dal sedime, con il permesso di chi l'ostacolo lo possiede. Serve tutto, non uno dei tre.
Errori tipici
Cercare la regola in metri. È l'errore fondativo di questa scheda, e resiste a ogni smentita perché una distanza è più facile da ricordare di una mappa.
Guardare la mappa da casa e non sul posto. Le zone a tempo cambiano, e la posizione esatta del punto di decollo può fare la differenza fra due colori.
Volare basso pensando di essere al sicuro. Un elicottero in avvicinamento, un aereo da lavoro aereo o un velivolo leggero in circuito operano a quote che si sovrappongono a quelle dei droni. La quota bassa non è una protezione: è il luogo dell'incontro.
Ignorare i modellisti. Un campo volo di aeromodellismo autorizzato è un'attività organizzata con regole proprie, e presentarsi lì con un drone senza accordi è un problema di sicurezza prima ancora che di forma.
Quando la Open non basta
Praticamente sempre, in questo luogo. Operare all'interno di un'area di sicurezza aeroportuale richiede la categoria Specific e, nei casi previsti, una riserva di spazio aereo, che viene approvata dalla Direzione Territoriale ENAC o dall'Aeronautica Militare a seconda del tipo di aeroporto. Dove è attivo il controllo del traffico occorre anche il coordinamento con l'ente responsabile.
Il percorso completo, con la distinzione fra i casi in cui la riserva serve e quelli in cui basta il nulla osta, è descritto in aree rosse e deroga per gli ostacoli. Il riferimento istituzionale sulle zone geografiche e sullo spazio aereo è la circolare ENAC ATM-09A.
Domande ricorrenti
A quanti metri da un aeroporto posso volare?
La domanda non ha una risposta in metri, ed è il motivo per cui in rete se ne leggono di tutti i tipi. Le aree di sicurezza aeroportuale hanno forme irregolari, disegnate sull'orientamento delle piste, sulle procedure di avvicinamento e sull'orografia: possono estendersi per chilometri lungo l'asse pista e molto meno lateralmente. L'unica risposta utile è il colore che d-flight mostra nel punto esatto in cui vuoi volare.
Che cos'è la deroga per gli ostacoli artificiali?
All'interno delle zone rosse in prossimità di aeroporti civili è possibile operare entro dieci metri lateralmente e tre metri sopra un ostacolo artificiale, senza riserva di spazio aereo, a due condizioni: restare ad almeno cinquecento metri dal sedime aeroportuale e avere il permesso del proprietario dell'ostacolo. È una finestra pensata per le ispezioni di strutture, non un modo per volare comunque in area rossa.
Un'aviosuperficie o un eliporto contano come aeroporto?
Sì, ai fini della verifica. Le aree di sicurezza proteggono aeroporti civili e militari, eliporti e aviosuperfici, e questi ultimi sono numerosi, poco visibili dal suolo e spesso ignorati da chi cerca solo lo scalo principale sulla carta. Le elisuperfici ospedaliere meritano un'attenzione ulteriore, perché l'attività di elisoccorso è imprevedibile per definizione e si svolge a bassa quota.