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Atlante dei luoghi scuola-droni.info

Scheda 4 di 12

In montagna

Semaforo del luogo

  • Via libera
  • Con condizioni
  • Non in Open

Con condizioni. Nessun divieto legato alla quota in sé, ma i 120 metri seguono il pendio e gran parte dell'arco alpino ricade in aree protette.

Sintesi del caso ricorrente, non un permesso.

Veduta aerea di una valle alpina italiana con cresta rocciosa, boschi di larice e torrente sul fondovalle
Veduta dall'alto

In montagna non c'è una regola che vieti il volo per il fatto di essere in quota. Ci sono due cose che rendono il luogo diverso da tutti gli altri dell'atlante: il limite di altezza si misura in modo che sorprende quasi tutti, e buona parte dell'arco alpino e appenninico è coperta da aree protette.

Che luogo è

La scheda riguarda i versanti, le creste, i valichi, gli alpeggi, i fondovalle stretti e i comprensori sciistici fuori stagione. Comprende anche i rifugi e le stazioni degli impianti, che sono strutture private o in concessione con regole d'accesso proprie.

Non copre invece le zone in cui la montagna diventa area urbanizzata: un paese di fondovalle con alberghi, negozi e impianti si legge come ambiente urbano, con i vincoli della scheda dedicata alla città.

Perché il semaforo è giallo

Per due ragioni di natura diversa che si sommano.

La prima è normativa: i 120 metri della categoria Open sono misurati rispetto al punto più vicino della superficie terrestre. Su terreno pianeggiante la distinzione è teorica; su un versante a quaranta gradi è la differenza fra un volo regolare e uno fuori limite. Il drone che si allontana orizzontalmente verso una parete non resta alla stessa altezza dal suolo: se la accorcia.

La seconda è ambientale. Parchi nazionali e regionali, riserve, aree di protezione della fauna coprono una porzione ampia del territorio montano italiano, e dove la restrizione è approvata e pubblicata compare come zona geografica sulla mappa. Non tutte le tutele però passano di lì: molti enti gestori disciplinano il sorvolo con regolamento proprio.

C'è poi un terzo elemento, che non colora il semaforo ma pesa in caso di incidente: in montagna vola l'elisoccorso, e vola basso.

Le verifiche prima di partire

Il profilo del terreno. Prima ancora della mappa aeronautica, guarda una carta con le curve di livello e decidi dove il drone potrà stare. È l'unica verifica dell'atlante che si fa su una carta topografica.

Le aree protette. Su d-flight e sul sito dell'ente gestore. Il doppio controllo non è pignoleria: sono due fonti che rispondono a domande diverse.

Il vento. Alle creste il flusso accelera e sottovento si crea turbolenza estesa e discendente. La regola che vale in città per gli edifici vale qui per le montagne, con dimensioni molto maggiori: la scia turbolenta si estende per diverse volte l'altezza dell'ostacolo. Il tema è trattato in dove si nasconde la turbolenza.

Le batterie. Sotto i dieci gradi la capacità utile cala in modo sensibile e sotto zero la perdita è consistente, con la tensione che crolla bruscamente sotto carico. Il quadro completo delle prestazioni al freddo e in aria rarefatta è in come cambiano le prestazioni con il freddo.

Errori tipici

Leggere l'altimetro invece del terreno. È l'errore numero uno e vale la pena ripeterlo: il display indica l'altezza rispetto al punto di decollo, non rispetto al suolo sottostante.

Pianificare con l'autonomia dichiarata. Il tempo di volo utile è tipicamente il sessanta-settantacinque per cento del dichiarato in condizioni ideali; al freddo e in quota si scende ancora. Chi in pianura rientra al venticinque per cento, in montagna deve rientrare prima.

Perdere il contatto visivo dietro un dosso. Su terreno accidentato bastano poche decine di metri per far sparire il drone. Il contatto visivo diretto e continuo è un requisito, non una raccomandazione.

Ignorare le termiche. A metà giornata i versanti esposti generano correnti ascendenti e discendenti che un multirotore compensa consumando corrente. Le prime ore del mattino sono quasi sempre migliori.

Dare per scontato il segnale. Le pareti schermano il collegamento di controllo e riflettono i segnali satellitari: in un canalone il posizionamento peggiora sensibilmente.

Quando la Open non basta

Serve un altro inquadramento quando l'operazione richiede di superare i 120 metri sul terreno, cosa frequente nei rilievi di versante e nel monitoraggio di frane, o quando la traiettoria esce dal contatto visivo per seguire una valle. In quei casi si passa alla categoria Specific. Se invece il limite è il divieto di un'area protetta, la strada è l'autorizzazione dell'ente, che ha tempi propri e va chiesta con anticipo.

La trattazione estesa del volo alpino, con la parte tecnica e quella normativa insieme, è in quota AGL, parchi, vento e batterie.

Domande ricorrenti

Se decollo dal fondovalle posso salire fino alla cima?

No, e questo è l'errore più frequente del volo alpino. Il limite di 120 metri della categoria Open si misura dal punto più vicino della superficie terrestre, non dal punto di decollo. Se ti allontani verso un versante che sale, la superficie si avvicina al drone e il margine si consuma anche restando fermi sull'altimetro. Su un pendio ripido si può essere fuori limite pur avendo il display che segna sessanta metri.

In alta quota il drone vola come al mare?

No. In atmosfera standard la densità dell'aria cala di circa il dieci per cento ogni mille metri: a duemila metri un drone dispone di circa l'ottanta per cento della spinta che avrebbe al livello del mare a parità di giri. I motori girano di più, l'autonomia scende, la salita è più lenta e il margine contro le raffiche si riduce. Nella pianificazione conta la quota densità, cioè la combinazione di altitudine e temperatura.

Posso volare sopra un parco nazionale se decollo da fuori?

Il punto di decollo non è ciò che conta: conta dove si trova il drone durante il volo. Se l'area sorvolata è soggetta a divieto pubblicato come zona geografica su d-flight, il divieto vale a prescindere da dove hai messo i piedi. Se invece il vincolo è del regolamento dell'ente parco, va letto quel regolamento, perché molti disciplinano anche il sorvolo e non solo l'accesso.