Scheda 1 di 12
In città
Semaforo del luogo
- Via libera
- Con condizioni
- Non in Open
Con condizioni. Si vola, ma solo con il drone giusto: la città premia le classi leggere e chiude la porta ai droni oltre i 250 grammi senza marcatura.
Sintesi del caso ricorrente, non un permesso.
La città non ha una regola propria: applica le regole generali della categoria Open in un ambiente dove sono difficili da rispettare. Il risultato pratico è che il luogo non seleziona i piloti, seleziona i droni. Prima di guardare la mappa, guarda l'etichetta sul tuo.
Che luogo è
In questa scheda "città" significa area residenziale, commerciale, industriale o ricreativa: la stessa formula che il regolamento usa per definire il limite dei 150 metri della sottocategoria A3. È una definizione più larga di quanto sembri. Un capannone isolato con un piazzale, un campo sportivo comunale, un'area picnic attrezzata rientrano nella categoria anche se attorno c'è campagna.
Il confine, quindi, non è il cartello di ingresso al paese. È la presenza di costruzioni e attività umane organizzate, e va valutata sulla carta prima che sul posto.
Perché il semaforo è giallo
Perché la risposta dipende interamente dal mezzo. Con la marcatura di classe C0, sotto i 250 grammi, si opera in sottocategoria A1 e il sorvolo di persone non coinvolte non è vietato in sé - pur restando una cosa da evitare per prudenza, e restando sempre vietato il sorvolo di assembramenti. Con un C1, sempre in A1, non si sorvolano intenzionalmente le persone. Con un C2 si passa in A2, con l'attestato dedicato e con una distanza orizzontale di 30 metri dalle persone non coinvolte, che scende a 5 metri solo attivando la modalità a bassa velocità prevista dalla classe.
Sotto questa soglia di dettaglio c'è il caso più frequente in assoluto: il drone comprato prima del 2024, senza classe C stampata sopra. Se pesa 250 grammi o più, dal 1° gennaio 2024 la sua unica casa è la sottocategoria A3, che impone di stare ad almeno 150 metri dalle aree residenziali, commerciali, industriali e ricreative. In città non c'è modo di rispettarla. Vale la pena leggere la scheda dei droni di classe C0 per capire quanto sia diverso il perimetro operativo sotto i 250 grammi, e la coppia C2 e sottocategoria A2 per capire perché quelle due sigle vadano sempre insieme.
Le verifiche prima di partire
Il drone. Cerca la marcatura fisica sul mezzo o sulla dichiarazione di conformità. La classe non si deduce dal peso né dal modello: lo stesso nome commerciale può esistere in versioni con classi diverse.
La mappa. Su d-flight le città sono raramente uniformi: convivono aree bianche a 120 metri, fasce blu a 60, gialle a 45, arancioni a 25 e riquadri rossi in cui in Open non si vola. Il colore va letto sul punto di decollo e su tutta la traiettoria prevista, alla quota che intendi usare.
Le regole locali. Ordinanze comunali sul sorvolo di aree pubbliche, disposizioni dell'autorità di pubblica sicurezza, regolamenti di singoli spazi come parchi urbani e impianti sportivi. È il livello meno visibile e quello che genera più contestazioni.
Errori tipici
Il primo è ragionare per quota invece che per distanza: salire a cento metri non allontana il drone dalle persone che stanno sotto, e non trasforma un A3 in un A1.
Il secondo è considerare "persone coinvolte" i passanti che si fermano a guardare. Coinvolto è chi partecipa all'operazione ed è sotto il controllo dell'operatore: un assistente, un osservatore. Chi si ferma incuriosito resta una persona non coinvolta, e continua a contare per la distanza.
Il terzo riguarda gli ostacoli invisibili: cavi sospesi, antenne, tiranti, reti. I sensori a visione stereoscopica non li vedono in modo affidabile, e in città sono ovunque. Il terzo e mezzo, se vogliamo contarlo, è il tetto: la struttura metallica di un edificio può disturbare la bussola proprio nel punto in cui hai deciso di decollare.
Il quarto è il ritorno automatico impostato a una quota qualsiasi. In un centro abitato la traiettoria di rientro passa sopra strade e cortili: va decisa prima, non subita.
Quando la Open non basta
Serve un altro inquadramento quando il volo prevede il sorvolo di persone non coinvolte in modo sistematico, quando la traiettoria attraversa un assembramento, quando occorre salire oltre i 120 metri o quando la zona è rossa sulla mappa. In quei casi si entra in categoria Specific, con uno scenario standard europeo o un'autorizzazione operativa ENAC, e cambiano il drone richiesto, i titoli del pilota e la documentazione da esibire in caso di controllo.
Per il quadro urbano completo, comprese le situazioni intermedie, la lettura di riferimento è quella su che cosa è davvero permesso in città. Le limitazioni e le riserve di spazio aereo sono descritte dall'ENAC nella pagina dedicata alle zone geografiche.
Domande ricorrenti
Esiste un divieto generale di volare con il drone in città?
No. Non c'è una norma che vieti in blocco il volo sui centri abitati. Ci sono limiti che, in città, molti droni non riescono a rispettare: la distanza dalle persone non coinvolte, il divieto di sorvolo degli assembramenti e le zone geografiche pubblicate su d-flight. Un drone di classe C0 sotto i 250 grammi in sottocategoria A1 può operare in ambiente urbano; un drone di due chili senza marcatura di classe no, perché deve stare in A3, cioè ad almeno 150 metri dalle aree residenziali.
In A2 posso avvicinarmi a cinque metri dalle persone?
Solo con un drone di classe C2 e solo attivando la modalità a bassa velocità, che limita la velocità a 3 m/s ed è un requisito tecnico della classe. Senza quella modalità la distanza minima orizzontale dalle persone non coinvolte resta di 30 metri. Non è una scelta del pilota su un drone qualsiasi: se il drone non ha la funzione, i cinque metri non esistono.
Un'ordinanza comunale può vietare il volo se d-flight è bianco?
Sì, e succede spesso nei centri storici e durante gli eventi. La mappa d-flight riporta le zone geografiche UAS di rilevanza aeronautica; le ordinanze comunali e i provvedimenti di pubblica sicurezza viaggiano su un binario diverso e vanno cercati sul sito dell'ente che li emana. Il colore bianco significa che dal punto di vista aeronautico puoi salire fino a 120 metri, non che nessun'altra autorità abbia detto qualcosa.