Scendi al contenuto
Atlante dei luoghi scuola-droni.info

Scheda 2 di 12

In spiaggia e sul mare

Semaforo del luogo

  • Via libera
  • Con condizioni
  • Non in Open

Con condizioni. La costa non ha una regola nazionale sul sorvolo: hanno valore l'ordinanza balneare del circondario marittimo e la distanza dalle persone.

Sintesi del caso ricorrente, non un permesso.

Veduta aerea dall'alto di una spiaggia italiana con file di ombrelloni, battigia, mare e pineta
Veduta dall'alto

Sulla costa non esiste una regola nazionale che dica a quanti metri si può volare. Esistono le ordinanze di sicurezza balneare, che ogni comando della Guardia Costiera emana per il proprio circondario marittimo e riscrive ogni anno. Sono il documento che decide, insieme alle regole generali sulle persone e alle zone geografiche.

Che luogo è

La scheda copre l'arenile, il bagnasciuga, gli specchi d'acqua adiacenti e la fascia di retrospiaggia con stabilimenti, chioschi e parcheggi. È un luogo con una caratteristica che nessun altro dell'atlante ha: cambia natura due volte l'anno. La stessa spiaggia deserta di marzo, a metà agosto è un'area ricreativa densamente occupata, e le regole che si applicano non sono le stesse.

Vale la pena tenere separati tre sottotipi, perché si comportano in modo diverso. La spiaggia libera è l'ambiente più semplice fuori stagione e il più affollato dentro. Lo stabilimento balneare è un'area in concessione con un gestore identificabile, quindi con un interlocutore a cui chiedere e una responsabilità organizzata. Le coste alte e le calette raggiungibili solo dal mare sono l'unico contesto costiero in cui, di norma, il problema delle persone non si pone: lì contano soprattutto il vento, la distanza e la mappa.

Perché il semaforo è giallo

Perché il quadro dipende da tre livelli che non si vedono sulla stessa mappa.

Il primo è la distanza dalle persone, cioè la tua sottocategoria: la spiaggia estiva è, di fatto, l'ambiente meno compatibile con qualunque drone che non stia in A1. Il secondo è l'ordinanza balneare, che può limitare o vietare il sorvolo delle zone di balneazione con formule che variano da comando a comando. Il terzo sono le zone geografiche UAS su d-flight, che sulla costa italiana sono più fitte di quanto ci si aspetti: porti commerciali e turistici, aree di interesse militare, aeroporti costieri, riserve marine.

Nessuno dei tre esclude gli altri. Un tratto bianco sulla mappa non annulla l'ordinanza, e un'ordinanza silenziosa sui droni non cancella i 30 metri dalle persone.

Le verifiche prima di partire

Il circondario marittimo. È l'unità che conta ed è più ampia del comune: la stessa provincia può ricadere sotto comandi diversi. Si parte dalla località e si risale al comando competente.

L'ordinanza dell'anno in corso. Va cercata con la sua data e il suo numero progressivo, perché il testo dell'anno precedente resta online e spesso è meglio indicizzato. Dentro il PDF le parole utili sono poche: sorvolo, aeromodelli, apparecchi a pilotaggio remoto, zone di balneazione, specchi acquei riservati.

Le integrazioni. Durante la stagione escono provvedimenti successivi legati a manifestazioni, gare in mare, situazioni locali. Il documento di maggio non è necessariamente l'ultimo.

La mappa. Da fare comunque, sul punto di decollo e sulla traiettoria, alla quota che intendi usare.

Errori tipici

L'errore più diffuso è l'orario. Si arriva alle sei del pomeriggio, si vede la spiaggia "quasi vuota" e si decolla: quasi vuota significa comunque decine di persone non coinvolte entro trenta metri dal punto in cui il drone passerà.

Il secondo è tecnico e costa caro: il decollo dalla sabbia. Le eliche sollevano granelli che finiscono nei motori e sulle ottiche; la sabbia asciutta, per giunta, non offre riferimenti di tessitura ai sensori inferiori. Un telo rigido o una piattaforma di atterraggio risolvono il problema in dieci secondi.

Il terzo è il vento. La brezza di mare rinforza nel pomeriggio, cresce con la quota e soffia quasi sempre verso terra o verso il largo in modo netto: un drone che si allontana sul mare con il vento a favore torna indietro consumando molto di più. Il dato che conta non è il vento in cui il drone riesce a stare fermo, ma quello contro cui deve rientrare.

Il quarto riguarda le riprese. Le persone in costume su una spiaggia sono un contesto delicato: l'esenzione per uso personale copre le immagini non diffuse e decade nel momento in cui vengono pubblicate.

Il quinto è la salsedine, che non si vede il giorno stesso. L'aerosol marino si deposita su motori, contatti e giunti del sistema di stabilizzazione e lavora nel tempo. Dopo una giornata sulla costa vale la pena pulire il mezzo con un panno appena umido e asciugarlo, e non riporlo in borsa ancora salato.

Quando la Open non basta

Il caso tipico è il lavoro: riprese di uno stabilimento in piena stagione, servizi per strutture ricettive, copertura di una manifestazione sportiva sul litorale. Se l'operazione richiede di stare vicino a persone non coinvolte in modo continuativo, o di sorvolarle, la strada è la categoria Specific. Se invece l'ordinanza vieta il sorvolo dell'area, non è una questione di categoria: serve un provvedimento dell'autorità marittima che consenta l'attività.

La panoramica completa, con le distinzioni fra spiaggia libera, stabilimento e specchio acqueo, è in regole, ordinanze e buon senso sul mare; il metodo per arrivare al documento giusto in pochi minuti è descritto in come si trova l'ordinanza balneare della propria spiaggia.

Domande ricorrenti

Vale ancora la regola dei 100 metri dalla battigia?

No. Quella distanza apparteneva al vecchio regolamento ENAC sugli aeromobili a pilotaggio remoto, precedente al regime europeo, e non è il riferimento normativo attuale. Riproporla oggi porta fuori strada in entrambe le direzioni: fa credere che oltre i 100 metri tutto sia consentito e che sotto sia tutto vietato. Il riferimento corretto è l'ordinanza di sicurezza balneare in vigore nel circondario marittimo interessato, insieme alle regole generali sulla distanza dalle persone.

Posso volare sopra il mare partendo dalla spiaggia?

Dipende da che cosa c'è fra te e l'acqua e da che cosa dice l'ordinanza locale. Il volo sopra lo specchio d'acqua non è esente dai limiti generali: restano il contatto visivo diretto, i 120 metri di quota, il divieto di sorvolo degli assembramenti e le zone geografiche pubblicate su d-flight, che sul mare esistono eccome in prossimità di porti, aree militari e riserve. Sul piano tecnico, l'acqua confonde i sensori di distanza verso il basso e il vento di mare è quasi sempre più forte di quello che senti a terra.

Una spiaggia affollata è un assembramento?

Non automaticamente, ma può diventarlo. L'assembramento è una concentrazione tale da impedire a una persona di allontanarsi liberamente, e il suo sorvolo è vietato in tutta la categoria Open, anche con un drone sotto i 250 grammi. Un arenile pieno a Ferragosto, un bagnasciuga compatto o una folla radunata per uno spettacolo rientrano nella definizione molto più facilmente di quanto si pensi.